GONDOR

 

1° ERA '08/'09

 

2° ERA '09/'10

 

Forum

 

Arruolamento

Pensieri

 

 

 

 

 

 

 

IPNOS

 

Pensieri

 

Interista

 

Sconvolgiti

 

Int. Designer

 

Scansione

 

Forum Panza

 

         
    Home    

 

  Cazzo! Letterina John Titor  
         
 

 

 

 

 

 

 

Cazzo!

Autore: "Apolio"

Clicca per commentare

 

Amaro in bocca e cerchio alla testa!

 

-Che bella giornata!- penso, sollevando le coperte. Il freddo raddrizza immediatamente i peli delle gambe… sono nudo! Niente di sconcertante se non fossi solo, ma l’altra piazza del letto è vuota…

- E Virginia?-

Deve essere già andata via, o forse deve ancora arrivare, o non è mai stata qui o magari non verrà mai.

– Che male alla testa cazzo! Che ora è?-

La sveglia sul comodino lampeggia quattro zeri in digitale

–Cazzo!-

Provo ad alzarmi e un leggero dolore alle palle mi ricorda la bocca di Virginia –Quindi è stata qui!- ma il cuscino intatto dall’altra parte del letto mi dice di no.

Vado alla finestra… non so ancora se sia giorno o notte, non ne ho idea… la tapparella è bloccata e non esiste uno spiraglio che lasci anche solo intravedere l’esterno.

–Cazzo!-

Sono ermeticamente chiuso in camera.

Esco.

Vado in cucina e preparo un caffè, accendo la televisione… lei sa sempre che ora è… ma non appena schiaccio il tastino rosso sul telecomando un fastidiosissimo fruscio assordante inonda la casa e migliaia di formiche bianche e nere si inseguono sullo schermo

– Cazzo!-

Già, dimenticavo, Pablo, il cane di Alex, ha sbranato il cavo dell’antenna… l’anno scorso.

Pazienza.

Berrò il caffè e me ne tornerò a letto… prima o poi passerà questo mal di testa…

-Cazzo!-

Aspetto steso sul divano e finalmente è pronto il mio caffè (gorgoglio della moka e aroma nell’aria… ho ricreato la mattina… che lo sia per davvero?).

Lo verso in una tazzina e lo butto giù d’un fiato… scotta…

-Cazzo!-

…e il mal di testa si acuisce.

Apro il frigo e lo scopro vuoto come l’ultima volta, come l’altra ancora, come sempre… ah no! C’è lei, la mia cara bottiglia di sambuca, la cara zia Sam… lei sa sempre darmi ciò di cui ho bisogno. Ne riempio un bicchiere e sorseggiandolo mi dirigo in camera mia. Al centro del corridoio che sto percorrendo c’è una pozzanghera di vomito (ma prima dov’era?), deve essere mio, o di Virginia ammesso che sia stata qui; la scanso e inavvertitamente poso il piede nudo in una pozzanghera più in là, al bordo del corridoio, scivolo…

-Oh cazzo!-

…e non ho più il bicchiere in mano, cado pesantemente col culo per terra, nel vomito ovviamente, e dal tremendo dolore al deretano intuisco che il bicchiere deve essersi frantumato sotto le mie chiappe nude

-CAAAAAAAZZOOOOOOO!!-

Mi rialzo ed ho una scheggia conficcata nella natica destra,

-Cazzo!- penso, e vado in bagno zoppicante, estraggo la scheggia e per fortuna non sanguino.

Non ho idea di quanto tempo sia passato da quando sono sveglio, ma di sicuro è una giornata del cazzo.

Apro la finestra del bagno, devo ancora capire se sia giorno o notte… impalcature!

I lavori alla facciata del mio condominio mi impediscono di guardare il cielo e i teloni di plastica blu non fanno filtrare la luce, ammesso che ce ne sia.

-Cazzo!- dico, mentre richiudo la finestra.

Torno in cucina, riempio un altro bicchiere di sambuca, lo poggio sul tavolo e mi siedo a contemplarlo…-possibile che non ci sia un modo per scoprire che ora è, cazzo? Non posso neanche uscire di casa… cioè… potrei uscire, ma poi non potrei più rientrare visto che l’unico mazzo di chiavi l’ho dato a Virginia ed è già andata via… o deve ancora arrivare… o checcazzonesò! La radio!!!- e sento di avere la faccia contratta in un’espressione simile a quella che deve aver avuto Guglielmo Marconi nel momento in cui l’ha inventata. Inserisco la spina, schiaccio il bottone dell’accensione e ottengo solo un allegro miscuglio di sibili e fruscii e gorgoglii e cambiando stazione ottengo solo la variazione delle loro intensità.

-Cazzo! Cazzo! – e solo dopo l’imprecazione ricordo di aver letto su un volantino affisso nell’atrio del mio palazzo che presto avrebbero installato un nuovo ripetitore per la telefonia mobile e che per qualche giorno le trasmissioni radio avrebbero avuto dei problemi.

-Eccheccazzo! Non posso neanche guardare sul telefonino né usarlo per chiamare perché l’ho perso quattro giorni fa. Il telefono fisso me l’hanno isolato tre mesi fa…! CAZZO!- e vuoto metà bicchiere.

-Me ne frego! Non m’importa sapere che ora è, non m’importa sapere se è giorno o notte, presto o tardi, quello che ho da fare posso farlo quando mi pare… cazzo!- e vuoto del tutto il bicchiere il che mi crea una sensazione di fame perciò apro il freezer, prendo l’unica bistecca presente materializzatasi non si sa bene quando né come e la metto in padella. Mi sento sereno ora, non sento più il fiato del tempo sul collo, sono calmo, rilassato e infatti tutto va bene… ho anche trovato una bistecca.

Lascio sfrigolare la bistecca sul fornello in cucina e vado in camera a vestirmi, prendo il primo paio di pantaloni che trovo sulla sedia e li indosso… metto le mani in tasca… nella destra trovo qualcosa… un pezzo di carta… tiro fuori… una banconota da dieci euro!

-Cazzo!-

Torno in cucina sorridente e metto su un CD dei 99 posse e la canzone “cerco ‘o tiempo” mi sembra la più adatta. Finisco di mangiare con soddisfazione la mia bistecca, accendo una sigaretta e ascolto il tempo che passa.

 

Bussano alla porta.

Immagino sia Virginia… -perché non entra? Ha le chiavi!- e mi avvicino alla porta

-chi è?-

-Il tempo… Pasquale apri!-

-Non ho bisogno di giornali grazie (come fa a conoscere il mio nome?) e poi io leggo l’Unità!-

-Non sono il giornale, sono il tempo con la Ti maiuscola. Apri!-

-Non mi serve né Il Giornale né il Tempo… ho in casa l’Unità e mi basta!-

-Ma io sono il Tempo, sono quello che cerchi da quando sei sveglio, sono le ore, i minuti, i secondi, i giorni…-

Apro la porta e dall’altra parte… ci sono io!

-Cazzo!- sussulto

-Oh cazzo!- risponde l’altro me.

-Che succede? …chi sei? …che vuoi? …che fai? …che cerchi? …checcazzo?!-

E senza rispondere mi si lancia addosso… vedo l’altro me stesso-il tempo venirmi incontro e incomincia una brutale lotta corpo a corpo. Lui è molto forte e non credo di poter fare molto per uscirne vivo. Improvvisamente riesco a metterlo con la schiena a terra e con un paio di pugni in piena faccia gli spacco il naso e lo stordisco (che brutto vedersi sfigurati da se stessi), mi rialzo e lo prendo a calci nello stomaco, il suo respiro è ormai un rantolo (sto ammazzando il tempo). Ad un tratto si mette carponi e cerca di uscire dalla porta.

-Bravo bastardo, vai via!- lui si ferma, si gira a guardarmi

-Certo, vado via, stavolta hai vinto tu, ma alla fine, proprio alla fine, nell’ultimo tuo giorno, sarò io a vincere.-

Gli sputo in faccia –Bastardo!- gli ringhio chiudendo la porta.

-cazzo!- e svengo.

 

Riapro gli occhi e sono a letto, sotto le coperte.

 

-Che bella giornata!- penso sollevando le coperte. Il freddo raddrizza immediatamente i peli delle gambe… sono nudo. Non sono solo, Virginia accanto a me dorme ancora, la luce accecante del sole invade la stanza attraverso la finestra.

Sorrido.

Vado in bagno e apro la finestra: il cielo è azzurro e gli operai che smontano l’impalcatura dal mio palazzo mi salutano un po’ imbarazzati a vedermi nudo.

Piscio allegramente.

Torno in cucina e accendo la radio che sta passando i Doors.

Vado in camera e la sveglia sul comodino segna le 6:43.

-Virginia…….. Virginia…… VIRGI’!-

-Mmmmmmmmhhhhhhh?-

-Ho fatto un sogno del cazzo! Era solo un sogno… capisci? Solo un sogno!-

-Va bene… sono contenta! Ora dormi o non ti sveglierai in tempo per andare a lavorare Pasquale!-

-IO SONO SEMPRE IN TEMPO… IO SONO… IL TEMPO… CAZZO!!!-